Sicurezza: le normative e le tecnologie per gli ancoraggi

Gli ancoraggi vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili per poter collegare i dispositivi di protezione – sia individuale che collettiva – e le attrezzature di lavoro di cui si vuole garantire la stabilità e il vincolo alla struttura di supporto. Essi vengono impiegati anche nei sistemi di accesso alle coperture. La definizione di ancoraggio è fondamentale per poter effettuare una corretta valutazione dei rischi in quanto non ne esiste una condivisa sia a livello legislativo che normativo.
DESTINAZIONE D’USO. Gli ancoraggi sono sistemi destinati al fissaggio, ad una struttura di supporto, di opere provvisionali, di dispositivi di protezione collettiva e individuale e di attrezzature di lavoro.
TIPOLOGIA. La legislazione e le norme tecniche non prevedono una classificazione degli ancoraggi in base ai requisiti degli stessi. Essi vengono individuati “per tipologia”, in base alla destinazione d’uso, nella maniera che segue:

  1. Dispositivi di ancoraggio secondo la UNI EN 795.
  2. Punti di ancoraggio secondo le UNI EN 516 o UNI EN 517.
  3. Ancoraggi per ponteggi secondo le Circolari del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 85/78, 44/90,132/91.
  4. Ancoranti metallici/chimici per utilizzo su calcestruzzo secondo le ETAG 001. 5. Ancoraggi non rientranti nei precedenti.



INDICAZIONE PER LA SCELTA, IL MONTAGGIO, L’USO E LO SMONTAGGIO

SCELTA. La scelta dell’ancoraggio da adottare in una specifica realizzazione, dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi.

MONTAGGIO. Prima del montaggio dell’ancoraggio è necessario verificare:

  • l’idoneità della struttura di ancoraggio (tipologia del materiale base, dimensioni, spessore);
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio per l’uso previsto.

USO. Il termine “uso” legato a “ancoraggio” non è frequente. L’“uso” dell’ancoraggio è legato all’”uso” dell’oggetto per il cui fissaggio l’ancoraggio stesso è stato installato. È necessario quindi prestare particolare attenzione sia alle indicazioni del fabbricante dell’ancoraggio sia alle indicazioni del fabbricante delle opere provvisionali, delle attrezzature, dei DPI, dei DPC ecc., che devono essere ancorati.

SMONTAGGIO. Il concetto di “smontaggio” dell’ancoraggio non è frequente. Nei casi in cui sia previsto o sia possibile è necessario effettuare le verifiche di seguito indicate.

Prima dello smontaggio è necessario verificare:

  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosita);
  • le condizioni atmosferiche (vento, pioggia ecc.);
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio.

Dopo lo smontaggio è necessario verificare:

  • l’integrità di tutti i componenti;
  • l’assenza di danni ai materiali tessili;
  • l’assenza di danni ai materiali metallici;
  • l’assenza di deformazioni o ammaccature;
  • la corretta movimentazione delle parti mobili;
  • l’efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco.

INDICAZIONE PER LA MANUTENZIONE

La manutenzione dell’ancoraggio deve essere effettuata da parte di personale qualificato. Essa prevede:

  • la verifica dello stato superficiale;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica di deformazioni;
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione;
  • la verifica dello stato della fune;
  • la verifica del tensionamento della fune;
  • la verifica dello stato dei dadi e dei bulloni;
  • la verifica del serraggio dei dadi e dei bulloni;
  • la verifica degli eventuali dissesti dell’insieme ancorante-struttura di supporto;
  • l’ingrassatura di eventuali parti mobili.

Fonte: casaeclima.com -> Inail – www.inail.it

 

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